14/04/2010
Lampade a risparmio energetico e campi elettromagnetici
Campi elettromagnetici emessi dalle lampade a risparmio energetico
Uno studio condotto dalla IT'IS Foundation diretta dal Professor Niels Kuster del Politecnico di Zurigo ha evidenziato che ad una distanza di 30 cm il campo elettromagnetico generato dalla lampade a basso consumo rientra entro i limiti, ma ad una distanza inferiore il campo sale invece rapidamente fino a superare in alcuni casi i limiti stabiliti dalla legge (ICNIRP). Per questo motivo l'Ufficio Federale della Sanità Pubblica svizzera suggerisce di non avvicinarsi a meno di 30 cm da lampade a basso consumo. “La decisione svizzera e un buon provvedimento che dovremmo seguire – afferma Settimio Grimaldi biofisico dell'Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del CNR” (Corriere della Sera del 07 Aprile 2010).
Un suggerimento da tenere sicuramente ben presente per le lampade da tavolo e da comodino !!
Uno studio di Ingegneria per l'ambiente e sicurezza (www.ecoingegneria.it) ha inteso verificare con test indipendenti le reali emissioni elettromagnetiche di questa tipologia di lampade.
Come funzionano
Le lampade a basso consumo sono in sostanza delle lampade fluorescenti compatte (CFL) . All'interno delle lampade è presente un gas nobile ed una certa quantità di mercurio che viene vaporizzato all'accensione. La scarica elettronica che avviene all'interno della miscela di gas e mercurio vaporizzato genera radiazioni ultraviolette. La luce visibile viene a suo volta prodotta dall'impatto delle radiazioni UV con le pareti del tubo rivestite di una polvere fluorescente a base di sali di fosforo.
Caratteristiche della lampada esaminata
La lampada a risparmio energetico utilizzata ha le seguenti caratteristiche:
| Potenza | 15 W |
| Flusso luminoso | 800 Lm |
| Codice colore | 827 (trifosforo con temperatura di colore 2700°K) |
| Corrente | 130 mA |
Condizioni di test
Il test è stato effettuato alimentando la lampada alle specifiche nominali di 230 V 50Hz.
La lampada è stata inserita in un portalampada ceramico disposto sopra un supporto di legno per minimizzare eventuali possibili alterazioni dei campi elettromagnetici generati.
Le condizioni microclimatiche (temperatura 20°C, umidità < 70 %) durante la prova sono state tali da garantire la affidabilità di tutta la catena di misura.
Si è quindi proceduto ad effettuare una serie di misure ponendo il sensore in diverse posizioni a varie distanze dalla lampada.
Strumentazione utilizzata
Per la misura del campo elettromagnetico è stata utilizzata strumentazione professionale certificata e calibrata.
In particolare sono state utilizzate una sonda triassiale isotropica di campo elettrico PMM EP330 nell'intervallo di frequenza 100kHz-3Ghz ed un analizzatore triassiale isotropico di campi elettrici e magnetici Narda/PMM EHP-50C nell'intervallo 12Hz-100KHz.
Valori misurati
Componente a bassa frequenza (12 Hz – 100 kHz)
La componente magnetica del campo elettromagnetico nell'intervallo di frequenze 12Hz-100kHz è molto contenuta. Ad una distanza interasse di circa 10 cm si rileva un picco di circa 0,36 microTesla alla frequenza di 40,75 kHz.
La componente elettrica nello stesso intervallo di frequenze appare più significativa. Si evidenziano il picco di 48 V/m alla frequenza di 41,75 kHz ed un picco secondario alla frequenza armonica di 83,5 kHz.
La componente spettrale alla frequenza fondamentale è ancora nettamente rilevabile anche a distanza di oltre un metro dalla lampada.
Componente a radiofrequenza (100kHz – 3 Ghz)
Ben più rilevante il valore di campo elettrico a radiofrequenza (100kHz – 3 Ghz). Al di sotto di 15-20 centimetri il campo sale molto rapidamente oltre i 6 V/m.
CONCLUSIONI
Le misure hanno confermato il livello elevato del campo elettrico a radiofrequenza emesso dalle lampade a basso consumo a distanze inferiori ai 30 cm. Sono stati inoltre riscontrate componenti spettrali significative del campo elettrico a circa 40 kHz e armoniche successive che possono propagarsi anche a distanza di alcuni metri lungo la linea elettrica di alimentazione.
Bibliografia
J. Nadakuduti, M.Douglas, M. Capstick, S. Kuhn, S. Benkler, N.Kuster, Assesment of EM Exposure of energy-Saving Bulbs and Possible Mitigation Strategies, Final Report, Zurich March 2010, IT IS Foundation
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Link consigliati:
I pericoli delle lampade a risparmio energetico - Il Consapevole (rivista trimestrale)
11:08
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12/04/2010
Campi elettromagnetici a radiofrequenza
CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA (100kHz - 3GHz)
generati da antenne trasmittenti, quali le stazioni radiobase (SRB) della telefonia cellulare, i ponti radio telefonici, le antenne trasmittenti delle stazioni radio e TV, i dispositivi Wi-MAX, i radar e i dispositivi a microonde.
PROTEZIONE DELLA POPOLAZIONE
La legge quadro n.36 del 2001 ha definito dei limiti alla radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza (comprese fra 100 kHz e 300 Ghz):
-
limiti di esposizione - valori che non possono mai essere superati.
-
valori di attenzione - valori da non superare nei luoghi dove è prevista una permanenza per più di 4 ore (case, scuole ed altri luoghi adibiti a permanenze prolungate)
-
obiettivi di qualità - valori elettromagnetici più restrittivi a cui si deve far riferimento per il risanamento e da conseguire per la costruzione di nuovi elettrodotti situati nei pressi di centri abitati, scuole, parchi giochi per bambini.
Il DPCM 08/07/2003 ha poi fissato i seguenti tre limiti per i campi elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100kHz e 300Ghz:
| limite di esposizione | 20 V/m (*) |
| valore d'attenzione | 6 V/m |
| obiettivo di qualità | 6 V/m |
(*) limite di esposizione per i c.e.m. a frequenze comprese tra 3 Mhz e 3Ghz.Per quelle tra 100kHz e 3Mhz il limite è 60 V/m; per quelle oltre 3GHz e fino a 300 Ghz il limite è 40V/m.
PROTEZIONE DEI LAVORATORI

Il D.Lgs. 81 / 2008 ("Testo Unico") al Capo IV del Titolo VIII stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dallaesposizione ai campi elettromagnetici.
In base alla nuova normativa ogni datore di lavoro deve provvedere alla valutazione del rischio di esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici presenti nella propria azienda e quindi inserirla nel documento di valutazione. E’ opportuno che sul documento compaia la firma di presa visione del RLS o dei lavoratori interessati. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici). Il Capo IV del titolo VIII riguarda i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall'assorbimento di energia. La direttiva non riguarda gli effetti a lungo termine.
Postazioni da valutare (ISPESL):
-
Apparati industriali di essiccamento e riscaldamento a microonde
-
Riscaldatori a perdite dielettriche
-
Saldatrici a induzione
-
Stazioni radio base e altri di telecomunicazione se il lavoratore può avvicinarsi in prossimità delle antenne
campi elettromagnetici a radiofrequenza...
Ambiente, Sicurezza, Igiene del lavoro: Studio GSP
Impatto elettromagnetico delle antenne di telefonia mobile (cellulari)
10:55
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24/02/2010
Protezione da atmosfere esplosive ATEX
La Direttiva 99/92/CEE, recepita in Italia con il D. Lgs. 233/03 del 12 giugno 2003, ha reso obbligatorio per tutte le aziende la valutazione del rischio di esposizione in atmosfere potenzialmente esplosive e la conseguente classificazione delle aree. Le disposizioni del D. Lgs. 233/03 sono state integrate al Titolo XI, Capo II del Testo Unico mantenendo di fatto la stessa struttura e contenuti. Tali valutazioni sono obbligatorie per tutte le aziende dove è probabile la formazione di atmosfere esplosive generate dalla presenza di polveri combustibili o liquidi/gas infiammabili come per esempio :
Depositi di vernici o solventi
· Silos contenenti grano, zucchero, polveri metalliche
· Verniciatura elettrostatica
· Impianti di verniciatura a solvente
· Centrale termiche alimentate a metano non classificate
· Utilizzo del gas GPL
· Falegnamerie
· Aziende alimentari
· Benzinai·
. Area di ricarica batterie carrelli elevatori
Riferimenti normativi e legislativi
- CEI 31-30 (Gas, classificazione luoghi pericolosi)
- CEI 31-35 (Gas, Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive)
- CEI 31-36 (Polveri, Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive)
- CEI 31-56 (Polveri, Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive)
- UNI EN 1127-1:2001 (Prevenzione)
- UNI EN 13463-1:2003 (Apparecchi non elettrici)
- D.M. 31 maggio 2001 ( Attuazione direttiva 94/9/CE)
- D.P.R. 23 marzo 1998 n. 126 ( Attuazione direttiva 94/9/CE)
- Decreto Legislativo 12/06/2003 n. 233 (Attuazione direttiva 1999/92/CE)
- D.Lgs.81/08, Titolo XI, capo I, art. 290
- D.Lgs 106/2009 art. 294 Bis
Stesura del "Documento sulla protezione contro le esplosioni" (Art. 290 Comma 1 + D.Lgs 106/2009 che consiste nel produrre i seguenti 5 punti
- Documento di valutazione del rischio esplosione
- Individuazione delle misure adeguate di protezione (art. 294 comma 2 lettera b)
- Tabella e classificazione delle zone (art.294 comma 2 lettera c)
- Prescrizioni minime (art. 294 comma 2 lettera d)
- Attestazione che luoghi e zone sono conformi (art. 294 comma 2 lettera e)
- Documentazione impiego sicuro attrezzature (art. 294 comma 2 lettera f)
Inoltre con il 294 Bis si prescrive l’obbligo di formazione e informazione sul rischio. (106/2009)
per info: GSP Associati






